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Toritto: istituzioni e associazioni unite per difendere l’olio pugliese

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Scritto da Redazione Online Network    Giovedì 21 Maggio 2026 12:07

Si è svolta martedì 19 maggio 2026 presso la Sala Consiliare del Comune di Toritto l’Assemblea dedicata alla “Tutela della Filiera Olivicola Pugliese e criticità del mercato dell’olio d’oliva”, convocata a seguito della crescente crisi che sta colpendo la commercializzazione dei prodotti agricoli e, in particolare, il comparto olivicolo.

 

Si è svolta martedì 19 maggio 2026 presso la Sala Consiliare del Comune di Toritto l’Assemblea dedicata alla “Tutela della Filiera Olivicola Pugliese e criticità del mercato dell’olio d’oliva”, convocata a seguito della crescente crisi che sta colpendo la commercializzazione dei prodotti agricoli e, in particolare, il comparto olivicolo.

All’incontro hanno preso parte, per l’Amministrazione Comunale, il Sindaco Dionisio Rotunno, l’Assessore Giuseppe Quarto, il Presidente del Consiglio comunale Rocco Pinto e il consigliere Carmine Raguseo. Presenti anche i rappresentanti delle principali organizzazioni agricole e del settore olivicolo, tra cui Coldiretti, Copagri e CIA, insieme a produttori e frantoiani del territorio.

Al centro del confronto le difficoltà che stanno mettendo in seria crisi la filiera dell’olio extravergine d’oliva pugliese, tra costi di produzione sempre più elevati, importazioni dall’estero e problemi legati alla trasparenza verso i consumatori.

Uno dei temi più discussi ha riguardato proprio l’etichettatura dei prodotti. Secondo quanto emerso durante l’assemblea, le attuali diciture non consentirebbero ai consumatori di distinguere in maniera chiara un olio ottenuto da olive italiane da prodotti derivanti da miscele di oli comunitari o extracomunitari. Da qui la richiesta di regole più severe e trasparenti.

I partecipanti hanno inoltre chiesto un rafforzamento dei controlli doganali e fitosanitari sulle merci in ingresso nel territorio nazionale, con particolare attenzione alla tracciabilità dell’olio importato e alla possibilità di bloccare cautelativamente i prodotti in caso di dubbi o non conformità.

Forte preoccupazione è stata espressa anche sugli effetti degli accordi commerciali internazionali, ritenuti potenzialmente dannosi per il mercato interno e per le produzioni locali. Secondo quanto emerso, il rischio concreto è quello di ritrovarsi con olio italiano invenduto a causa dell’arrivo di prodotti esteri a basso costo.

Nel corso dell’assemblea si è parlato anche delle criticità legate all’applicazione dell’articolo 60 del Codice Doganale dell’Unione Europea, che consente ad oli di origine estera di acquisire “origine italiana” dopo alcune lavorazioni effettuate sul territorio nazionale, come filtrazione o miscelazione. Una norma che, pur essendo legittima, secondo produttori e associazioni rischia di penalizzare economicamente gli olivicoltori pugliesi e di generare confusione nei consumatori sulla reale provenienza delle olive.

Altro punto cruciale affrontato è stato quello della sostenibilità economica delle aziende agricole. L’aumento dei costi di energia, materie prime e manodopera starebbe mettendo in ginocchio molte imprese del settore, con il pericolo concreto dell’abbandono degli oliveti e della perdita di un patrimonio agricolo, culturale e paesaggistico simbolo della Puglia.

Al termine dei lavori, l’assemblea ha deliberato all’unanimità di affidare alle organizzazioni di categoria la redazione di un documento tecnico da trasmettere alla Regione Puglia, al Ministero dell’Agricoltura e alle competenti commissioni europee. Richiesta inoltre l’istituzione urgente di un tavolo tecnico interistituzionale su etichettatura, controlli e misure di sostegno economico per il comparto.

Prevista infine anche una campagna di informazione e sensibilizzazione rivolta ai consumatori per valorizzare il vero olio extravergine 100% pugliese e far comprendere il valore, ma anche i costi, di una produzione di qualità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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