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TORITTO: IL VENERDI SANTO E L'ARCICONFRATERNITA SS.SACRAMENTO E ADDOLORATA

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Scritto da Redazione OnLine Network    Venerdì 03 Aprile 2015 08:25

Dopo aver raccontato delle Consorelle della beata Vergine Addolorata, in occasione del Venerdì Santo presentiamo una breve storia dell'Arciconfraternita SS.Sacramento e Addolorata...

 

 

Arciconfraternita SS. Sacramento e Addolorata

5 secoli di storia in Toritto

 

Nel 1571, quando la popolazione torittese era di 380 abitanti, di cui 8 appartenenti al clero, viene riconosciuta la congrega fondata sul culto e devozione di Gesù Cristo. Probabilmente la stessa esisteva già prima del suo riconoscimento giuridico.

Da allora sono passati oltre 440 anni di storia, durante i quali oltre alla devozione a Cristo e alla Beata Vergine Addolorata, gli associati sono stati impegnati in opere di solidarietà e carità cristiana verso i bisognosi e i sofferenti. Proprio le attività sociali permetteranno la sopravvivenza della stessa arciconfraternita quando Napoleone in nome della laicità sopprimerà tutte quelle forme di associazionismo religioso dedite solamente al culto, e pertanto ritenute poco utili al nascente Stato laico.

Il titolo di arciconfraternita nasce dall’essere stata aggregata ad altre congreghe di altri paesi. Infatti in quel periodo sono molto diffuse in tutta Italia le confraternite e in modo particolare nel Sud sono presenti in molti paesi le confraternite del Santissimo Sacramento. Solo ad una confraternita di un paese poteva esser conferito il titolo di arciconfraternita. Infatti da allora è l’unica a potersi ancora fregiare di tale denominazione rispetto alle altre confraternite torittesi.

Attualmente si ha memoria cartacea dello Statuto del 22 luglio 1761 richiesto da re Ferdinando IV in sostituzione di quello del 1759 dove risultavano presenti solo 24 confratelli, con l’esclusione ingiustificata degli altri soci.  Al nuovo Statuto, nella storica sede della cappella San Gaetano tutti gli associati furono chiamati a sottoscrivere le nuove regole della congrega. Le principali furono: ogni anno il 15 agosto, al suono della campana, tutti i confratelli in sacrestia dovevano prendere parte per la votazione dei resposabili; l’adesione all’Arciconfraternita era a vita, e solo dopo il decesso di uno poteva essere ammesso un nuovo socio. Si richiedeva una buona condizione sociale ed economica. Infatti ad ogni confratello era richiesta oltre alla somma per entrare a far parte della congrega anche un contributo mensile. Ogni terza domenica del mese bisognava indossare l’abito per l’adorazione del SS. Sacramento.

Come in altro articolo già pubblicato su Torittonline solo dal 19.3.1848 vi fu l’ammissione delle prime dieci consorelle devote all’Addolorata..

Tra le altre opere della Confraternita vi era quello di partecipare alle processioni principali, tra cui quella del Venerdì Santo. E a partire dal 1905 con l’acquisto della nuova bara di Cristo morto si decide di spostare la processione dei misteri alla sera. L’artistica bara o “naca” (culla) dove giaceva il corpo lacerato di Cristo è stata realizzata in legno di ciliegio e indorata in oro zecchino da Saverio Loprieno di Bari. Inaugurata proprio nella processione del venerdì santo del 1905, che fin a qualche anno fa veniva ancora proceduta dal suono delle raganelle. Durante tale processione alcuni si “flagellavano” incappucciati e camminando scalzi  in segno di penitenza. Alle processioni oltre ai confratelli prendevano anche i bambini, i quali rappresentavano le scene delle statue dei vari misteri che seguivano. Molti erano i fanciulli e ragazzi vestiti come Cristo, con tunica rossa, con una corona di spine sulla testa e una croce. Anche questa parte della tradizione sembra in disuso.

Come già detto, fu proprio l’impegno sociale della confraternita ad evitare la soppressione della stessa, in quanto ritenuta utile allo stato. Infatti tra le moltissime attività si narra che durante la festività del Corpus Domini offriva vestiti ai poveri. Mentre a Natale provvedeva a costituire una dote per il “maritaggio” di una ragazza, depositando una somma che poteva essere ritirata dagli sposi solamente dopo la celebrazione del matrimonio. Si ha notizia, inoltre, che la stessa Confraternita abbia partecipato alle spese per la costruzione dell’Ospedale Giuseppe e Angela Pugliese in Toritto.

Ancora oggi, dopo oltre 440 anni è attivamente presente l’arciconfraternita nella sua storica sede di San Gaetano, con ingresso da un locale all’esterno della Chiesa Madre dal lato dell’altare. L'attuale direttivo è composto da NITTI Giusepe Presidente, PACCIONE Angela segretaria, COLAVITO Domenico cassiere, DE CARO Teresa , Vice Presidente, Paccione Angela di Saverio assistente

 

(a cura di Donato Scarpa)

 

 

 

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento Sabato 04 Aprile 2015 08:25
 

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