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TORITTESI NELL'ANNO DELLA VITA CONSACRATA: DON PIERINO DATTOLI

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Scritto da Redazione OnLine Network    Lunedì 30 Marzo 2015 15:09

Per la rubrica dedicata ai "Torittesi nell'anno della Vita Consacrata" e in occasione del 13° anniversario dalla sua scomparsa, pubblichiamo l'articolo di Donato Scarpa su don Pierino Dattoli...

 

 

SAC. DON PIERINO DATTOLI

Forza e coraggio avanti

 

Sabato santo 30 marzo 2002, la notte della Veglia Pasquale le campane suonano incessantemente a “Gloria”. La comunità di Toritto ascolta il suono lunghissimo delle campane e inizia a comprendere che quel suono festoso preannuncia altro. Infatti, dopo 18 anni di servizio sacerdotale a Toritto, e dopo aver benedetto la tutti  dall’”altare della sofferenza”, quella notte anche don Pierino Dattoli celebra la Sua Pasqua.

Non è possibile qui riportare in breve una dettagliata biografia sull’intesta vita e sulle attività di Don Pierino.

Don Pierino fu un grande sacerdote perché dedicò tutta la sua esistenza ai giovani, alla Chiesa e alla musica... Riusciva a superare tutti gli ostacoli, in quanto era spinto da una forza interiore: la fede. l’apostolato di don Pierino, era formato dalla spiritualita’ francescana e dall’attivita’ salesiana….Davanti alle difficoltà, specialmente economiche, non si arrendeva mai; anzi tranquillizzava i suoi collaboratori con la sua fatidica frase: “nave peghiet vess! Non vi preoccupate, Dio vede e provvede” (Labarile Fabrizio).

Don Pierino non ha mai nascosto “i numerosi sacrifici affrontati da lui e dalla sua famiglia, e l’aiuto di due benefattori per sostenere i costi del seminario”…e che proprio “le difficoltà economiche furono lo stimolo più efficace per la riuscita degli studi, dove  si distinse in modo eccelso”. La vocazione al sacerdozio avvenuta per “caso”.. a seguito del rifiuto del fratello Paolo gli darà l’opportunità di studiare in seminario. Così dirà don Pierino: “il destino mette il suo zampino..anche se io, ne sono persuaso, penso che sia sempre il buon Dio che offre a noi tutti tante occasioni, mettendoci alla prova, mentre ci dà la forza e volontà di raggiungere i nostri obiettivi”.

In seminario, inoltre coltivò anche la sua passione per la musica, che non sarà solo un arte, ma anche un straordinario mezzo per coinvolgere i giovani.

Per don Pierino anche i giudizi negativi diventavano stimolo per non demoralizzarsi, grazie alla “determinazione” che lo caratterizzerà in ogni sua iniziativa.

Una forza d’animo che don Pierino dimostrerà sempre, come quando ancora seminarista, e ad un mese dagli esami di maturità, restò orfano della madre con cui aveva instaurato un legame fortissimo. E come spesso succederà nella sua vita, anche nei momenti  difficili diede il meglio. Infatti, superò brillantemente gli esami di maturità presso il liceo classico Di Cagno Abbrescia di Bari, ottenendo la medaglia d’oro come miglior studente.

Il 13 luglio 1969 S.E. Enrico Nicodemo ordina sacerdote don Pierino che assume l’incarico di vice parroco presso la Chiesa matrice di Santeramo. Un avvio di servizio sacerdotale che lo vide impegnato con e per i giovani nello spirito proprio di San Giovanni Bosco, verso cui nutriva una profonda devozione. Il suo obiettivo di aggregare i ragazzi prendeva le mosse dall’organizzazione  di un coro parrocchiale e altre attività.  Un dinamismo che lo porterà ad essere promotore di infinite iniziative prima a Santeramo (riattivazione locali parrocchiali, azione cattolica, caritas, creazione del giornale locale “Partecipare” e delle emittente RADIO COLLE, e in seguito di una Tv locale, queste alcune realtà tra le principali opere). Attività che lo vedranno impegnato anche in seguito a Toritto, dove sarà parroco dal 1.11.1984 fino alla sua nascita al cielo il 30.3.2002.

Forte è la fede di don Pierino nel “buon Dio che non ci lascia soli, ma anche nelle difficoltà dona quella forza e coraggio”. FORZA E CORAGGIO era un vero invito a non abbattersi a non demordere. Una forza e coraggio che lo seguiranno in ogni tempo e in ogni luogo, fino a convivere con la grave malattia che lo porterà a una morte prematura. Una malattia che fiaccherà il corpo, ma non lo spirito di vero credente in Cristo e autentico pastore fino all’estremo delle forze.

Tornando al Pierino ragazzino la sorella lo ricorda sempre in movimento, e abbastanza gioviale, caratteristiche che gli permetteranno di entrare con un semplice sorriso in empatia con chiunque, dal piccolo fanciullo alle alte autorità.

Un’attenzione agli altri, ai più deboli, ai poveri, cosa che caratterizzerà l’esistenza del sacerdote di tutti e per tutti. Assieme a un carattere allegro, da piccolo non mancherà di essere anche “ribelle” dinnanzi ai soprusi. I suoi valori, erano “Pace e Bene”, come manifestava nel salutare chi incrociava.

Nella vita di don Pierino difficoltà e soddisfazioni si incroceranno spesso. Maggiori erano le difficoltà, più grandi erano le soddisfazioni nel vedere realizzato quel progetto, forse da altri ostacolato. don Pierino ammetterà sempre che “è più facile superare le difficoltà se si è uniti, e se altri si prendono cura di te e tu di loro”.  Dare agli altri ciò che altri hanno donato a noi, essendo grati di ciò che si è ricevuto, senza tenere per se stessi questi doni.

Il “buon Dio” ha elargito a don Pierino tanti talenti che nella sua vita ha moltiplicato all’ennesima potenza. Condivisione e unità, perchè chi unisce e chi ci fa uno con gli altri è Gesù Cristo, che don Pierino ha testimoniato con la parola, ma soprattutto con una vita conforme a Lui, per e con i fratelli in Cristo. Unione che non sarà mai massificazione, ma da grande maestro di musica, unione sarà per lui accordo, armonizzazione delle diverse voci, dei diversi timbri, una sinfonia fatta non da un unico suono, ma da tanti fiati l’uno al servizio di tutti.

Pur dotato di enorme cultura non guarderà mai nessuno dall’alto del suo sapere, comunicando con tutti e con semplicità. Le sue omelie, i suoi editoriali raggiungevano ogni persona con un linguaggio chiaro, diretto, semplice e ricco di grandi contenuti. Nessuno usciva da un incontro con don Pierino con il dubbio di non esser stato compreso, o peggio di non aver compreso cosa gli veniva comunicato. Chiarezza e fierezza di linguaggio senza secondi fini, a volte duro, mai offensivo, sempre contro il peccato, mai contro il peccatore.

Anche il senso della responsabilità vissuto in prima persona e ad ogni livello sarà spesso oggetto dei suoi discorsi, dei suoi scritti, delle sue “prediche”.

Il tutto a servizio dell’uomo nella sua totalità. Ogni richiesta senza guardare l’appartenenza o meno al mondo ecclesiale, partiti, o altro, vedrà don Pierino impegnato almeno nel tentativo di risolvere il problema. Cercherà attraverso le più disparate attività, iniziative di portare l’uomo alla Chiesa senza forzare, lasciando fare a Dio. Una totale fiducia nel disegno divino, e nella divina Provvidenza.

Uomo di fedeche trasmetteva fiducia in chi lo incrociava. Una carismatica serenità e disponibilità quasi sconfinata, quasi illimitata. Tutto ciò lo faceva apparire oltre che buono e generoso anche infinitamente paziente. La pazienza ad ascoltare e dar spazio a chiunque, ad aspettare senza mai scoraggiarsi, affermando: “lascia fare… lascia fare a Dio…”.

Anche nella scelta dei nomi dei due periodici “Partecipare” a Santeramo e “L’Incontro” a Toritto si notano i due modi di essere, di stare con e per gli altri. Tutto questo guidato dall’amore per Cristo, celebrato fino all’ultimo, anche sull’altare della sofferenza. Amore comunicato, con lo spezzare del pane eucaristico e nelle quotidiane omelie. Sacerdote sull’altare, ma anche sacerdote oltre i luoghi sacri. Capace di trasmettere Cristo anche durante spensierate cene tra amici. Lo stare insieme cercato in ogni modo, attraverso funzioni liturgiche ben curate fin nei dettagli, ma anche con attività di teatro, musica, feste, e momenti di condivisione.

Un uomo tra la gente, sempre un passo avanti coi tempi, ma sempre al passo con tutti. Capace di condurre senza lasciare nessuno indietro. Una cultura solida a servizio di tutti attraverso la pastorale in ogni suo campo. Ma soprattutto la capacità i di dare spazio a tutti affermando <Se viene da Dio andrà avanti, se invece è un soffio di vento passerà>. Non ha mai posto ostacoli alla forza dello Spirito Santo, di cui era autentico testimone dei suoi doni. Convinto della pluralità dei carismi a servizio di tutti e della Chiesa. Chiesa che ha amato senza riserve con filiale obbedienza. E per quel bene comune si è donato alla Chiesa, non ha esitato a chiedere aiuto. La sua capacità di raccogliere fondi per ogni iniziativa dalla più piccola alla più onerosa è stata proverbiale. Frutto della sua incalcolabile fiducia nella divina provvidenza. Un cantiere sempre aperto, un cantiere pronto a ripartire pur quando le casse parrocchiali erano in debito. <Abbiate fede…forza e coraggio… non temete…> frasi che ha incarnato quando ha avviato progetti che nessuno si sarebbe sognato di intraprendere vista l’assenza dei fondi. Attraverso il teatro, la musica, il canto, lo sport era un raccogliere fondi da investire in altre e tante nuove attività.

Con i giovani, che avvicinava sempre di più alla Chiesa, con campi scuola, con la creazione di un coro parrocchiale… si intratteneva a discutere di una Chiesa aperta alle nuove esigenze del mondo, senza tralasciare le origini.

In occasione del suo 25imo anniversario di sacerdozio scrisse  “ogni giorno offrire Te e me nello stesso pane e nello stesso calice. Il sacerdozio “è stata l’offerta della mia vita al servizio della Chiesa: la mia vita non mi appartiene più…incarnando le parole di mamma Margherita a Don Bosco“ricordati figlio che cominciare a dir messa significa cominciare a soffrire…

 Un sacerdozio vissuto come offerta a Dio per il suo popolo che ha amato forse più della sua stessa vita e di Dio stesso. Dirà due volte questa sua riflessione, chiedendo perdono se ciò fosse peccato. Lo dirà in occasione del suo 25imo, ma anche sull’altare della sofferenza come definirà lui stesso quel letto che inchioderà il vulcanico don Pierino negli ultimi tempi sofferente ma sempre pronto ad ascoltare benedire sin all’ultimo istante di vita. La vita sarà per lui un dono sacrosanto che non perderà occasione per ribadire nelle innumerevoli omelie, nelle pagine dei giornali da lui dirette. Un messaggio forte per la vita, contro la civiltà della morte, del odio, della violenza. Una difesa in ogni tempo e in ogni ambiente della vita a partire dal suo concepimento e della famiglia un istituzione fondamentale. Inoltre affermava che “il sacerdote deve essere preparato su tutto : spiritualmente, culturalmente, socialmente, integralmente ricordava don Primo Mazzolari: “umanamente non c’è via di scampo: per il sacerdote Cristo o è tutto o non è niente”.

 

Questo è un omaggio alla sua presenza tra noi che ancora oggi è viva in molti e attraverso le tante attività. Ecco alcune:

§         centro sportivo a Santeramo in Colle(città natale) dedicato a don Pierino Dattoli.

§         “L' ANSPISan Nicola di Toritto” associazione civile ed ecclesiale che nasce nel 1985 a Toritto grazie alla figura di don Pierino Dattoli. Nata nell'ambito ecclesiale, l'Anspi definisce la sua presenza ed il suo ruolo nel contesto dell'azione pastorale della Chiesa, ed in particolare della parrocchia, facendosi interprete e strumento della preoccupazione educativa.

§         “l’ associazione AMICI DEL BENIN”, che si occupa di bambini orfani, con la seguente home page: “Chi trova un amico trova un tesoro", dice la S. Scrittura e gli associati "Amici del Benin" ringraziano il Signore per aver incontrato gli amici di Santeramo in Colle che, guidati dal buon sacerdote Don Pierino Dattoli, allo scopo di aiutare fattivamente i bambini, hanno deciso di aprire una sezione dell'associazione nella loro splendida cittadina in provincia di Bari.

§         Periodico locale“L’ncontro”don Pierino Dattoli indicava la finalità stessa del mensile: "Un giornale locale […] serve ad essere specchio della realtà del paese, in cui ognuno ritrova anche parte di se stesso ed incontra la vita di tutti; serve a trasferire dentro di sé il mondo degli altri, con i problemi, le speranze, le gioie, le esigenze di un ambiente che ci circonda. È il filtro di una vita prettamente cittadina ed è anche un mezzo per registrare ciò che avviene, perché sia conosciuto e tramandato."    natale 1984.

§         Natale 1973 a Santeramo vide la luce il periodico locale “PARTECIPARE”.

§         Via Don Pierino Dattoli, già via Purgatorio e via Cimitero, in prossimità del Centro parrocchiale “San Nicola” Toritto.

 

(a cura di Donato Scarpa)

 

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento Domenica 12 Aprile 2015 08:29
 

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