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TORITTESI NELL'ANNO DELLA VITA CONSACRATA: PADRE MASSIMO PROSCIA

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Scritto da Redazione    Lunedì 05 Gennaio 2015 10:35

Per la nuova rubrica dedicata ai "Torittesi nell'anno della Vita Consacrata", pubblichiamo l'articolo di Donato Scarpa su Padre Massimo Proscia, torittese oggi Parroco a Segrate, Congregazione dei Clarettiani. Il 19 gennaio sarà nominato Assistente Spirituale delle Misericordie di Segrate...

 

 

Suor Maria Immacolata Paccione

Toritto1911 – Albano Laziale 1994

La clarissa suor Immacolata Paccione, al secolo Irene

Irene Paccione, nata a Toritto il 14 gennaio 1911 da Antonio Paccione e da Scarangella Rosa, manifestò presto il desiderio della vita di clausura. La madre, pur molto religiosa contrastò tale volontà, pertanto Irene, in attesa di seguire la sua vocazione, passava lunghe ore in adorazione a Gesù Sacramentato nella chiesa Matrice, a pochissimi passi dalla casa.

Trascorse alcuni annidella giovinezza in America insieme al papà, senza trascurare l’adorazione, anche oltreoceano, si distinse per l’impegno e lo zelo nell’associazione del S.S. Nome.

 Nel 1942 tornata in Italia, si dedicò alla cura del cugino sacerdote don Giuseppe Paccione, seriamente malato, anche attraverso lla preghiera, la partecipazione alla S. Messa, e con l’adorazione al Santissimo.

Il 7 marzo 1950, anno santo, all’età di 39 anni, lasciò per sempre Toritto e la sua casa paterna per entrare nel monastero SS. Concezione delle clarisse di Albano Laziale (Roma). 11 5.10.1950 indossò l’abito delle novizie ed il 30.4.1955 emise i voti perpetui. Lasciò la vita terrena il 4.6.1994 verso le ore 18, mentre si celebravano i primi vespri della solennità del Corpus Domini, segno del suo essersi fatta piccola ostia per glia altri.

La madre superiora affermò di Irene: “Non potendo impegnarsi in lavori pesanti a causa di alcuni disturbi fisici che si manifestarono sin dai primi anni della sua vita religiosa, si dedicò particolarmente a lavoro di cucito che svolse con amore e dedizione…Di carattere piuttosto mite, silenzioso, amante della solitudine e nello stesso tempo gioviale, allegra sapeva accogliere lo scherzo e lo promuoveva col suo modo di fare tipicamente francescano - con la sua solita frase “in alto i cuori” esprimeva tutta la gioia interiore che lei sperimentava e voleva comunicare. Colpiva in lei il suo modo di rapportarsi con ogni sorella, non ti lasciava mai senza prima rivolgerti un pensiero spirituale, un invito a guardare sempre al Signore e porre la fiducia in “I.ui solo” così come lei spesso si esprimeva. Manifestava per la Madonna un amore profondo. raccomandava che la preghiera a Maria fosse attenta cd espressiva. Attenta ai bisogni degli altri, per i quali pregava molto”. Concludeva la superiore: “suor Maria Immacolata, che nella sua vita è rimasta nell’ombra, con la sua docilità, l’accettazione silenziosa della sofferenza vissuta nella serenità, è stata un modello per tutte le consorelle, e a 83 anni, dopo 44 anni di vita consacrata, in punta di piedi, come sempre ha vissuto il suo cuore è andato In Alto”.

Le sorelle Paccione

Irene, aveva altre tre sorelle, Marta, da tutti conosciuta come Rosetta, Maria, e Leonarda anch’essa diventata religiosa con il nome di suor  Maria Celeste Paccione.

Quattro sorelle cresciute da due genitori autentici cristiani che hanno insegnato alle loro figlie a vivere la vita solo per la gloria di Dio, e nell’aiuto al prossimo. Quando nel 1935 mamma Rosa Scarangella morì, Maria interruppe gli studi liceali per fare da madre alle sorelle Leonarda e Marta, mentre Irene era in America col papà.

A seguito della predicazione di un padre dell’ordine di S. Vincenzo De Paoli, Maria Paccione formò a Toritto il gruppo delle “Dame di Carità”. Portando alle famiglie l’aiuto materiale, e sostegno nelle varie pratiche, educazione e sensibilizzazione cristiana e civile. Dopo sette anni di malattia, accettata senza ribellione ha raggiunto il suo amato Sposo il 23 gennaio 1995.

Come testamento spirituale Rosetta ricorda che la sorella Irene (suor Maria Immacolata) affermava: Dite a tutti i genitori, educatori di non ostacolare mai la chiamata dei figli, perché il Signore è fedele per sempre!”

n.b.: Le notizie su riportate sono tratte dagli articoli di Nella Panza: IN ALTO I CUORI, breve profilo di suor Maria Immacolata Paccione)pubblicato in L’Incontro, anno X, numero 106, Luglio 1994,p. 16 – 17;  e da La vita: un dono da mettere in luce, in L’Incontro, febbraio 2004, p. 8- 9.

(a cura di Donato Scarpa)

 

 

 

 

 

 

 

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