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L'EMIGRATO SPECIALE: IL TORITTESE GIAMPIERO NICOLETTI DAL NORTH CAROLINA (USA)

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Scritto da Gianluca Nicolardi    Martedì 11 Giugno 2013 14:34
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Per la rubrica di Torittonline.it "L'EMIGRATO SPECIALE", dopo i torittesi dalla Germania, Australia e Francia, restiamo negli USA, ma ci spostiamo nel North Carolina. Ci racconta la sua storia il 35enne torittese Giampiero Nicoletti...

 

 

 

Quando si emigra non per scelta propria. Il torittese verace Giampiero Nicoletti, 35 anni, è dovuto partire per il North Carolina causa esigenze aziendali.

Ciao Giampiero. Appresa la notizia è stata dura accettare questo cambiamento radicale alla tua età?

Ciao Gianluca. Effettivamente lasciare moglie e figlia per così molto tempo, dopo soli tre giorni dalla notizia non è stata una cosa bella. Ma per l’azienda dove lavoro bisogna sempre essere pronti a tutto ed in qualsiasi parte del Mondo. L’età e il luogo sono relativi in quanto oggi (e questo è un consiglio per tutti, giovani e non) il lavoro è globale e quindi devi cercartelo senza porre limiti geografici alla ricerca. Poi vorrei puntualizzare che ho solo 35 anni e mica 70!

Quanto tempo dovrai rimanere ad High Port (North Carolina)?

Il progetto dovrebbe durare quattro mesi, quindi ritornerò il 7 Luglio. Dopo dipenderà dalle condizioni contrattuali e poi dalla mia famiglia, se si troverà a suo agio in questa parte del Mondo. Tengo a precisare che nel sud degli Stati Uniti c’è la vera America che vedete nei film: lande sterminate e cowboy che girano quasi sempre armati, masticando tabacco in suv da 6500 cc di cilindrata somiglianti a dei camion. Gli abitanti delle zone rurali come questa sono chiamati “Red Nek” (colli rossi), per l'abbronzatura sul collo durante l'attività agreste.

Circa il 35% è gente di colore (questa fu la prima zona di approdo degli inglesi che piantarono tabacco e cotone e quindi trasportavano la manodopera, ossia gli schiavi ). Le persone sono molto gentili e cordiali (tranne nei ghetti), salutano sempre e sono pronte a darti una mano (sono del sud come noi). Nulla da paragonare a città come New York o Miami, da considerarsi come sempre America ma con un melting pot, ovvero un miscuglio di tutte le razze.

Nella zona dove lavori si conosce la cosiddetta “crisi”?

Qui il brutto è passato e quindi guardano avanti con molto ottimismo. D’altronde gli americani hanno come prima frase nel loro vocabolario un concetto che ripetono sempre: “Rise Again = rialzarsi di nuovo”. Lo senti continuamente dire e crea ottimismo poiché sono convinti di essere una grande nazione. Noi invece siamo molto e religiosamente legati al destino, mettendoci nelle mani di “Dio” per qualsiasi cosa, senza capire che magari possiamo trovare l'esistenza divina semplicemente rialzandoci senza attendere che qualcuno lo faccia per noi.

Inoltre qui tutti si chiedono perché da noi ci sia la crisi con quello che abbiamo e sappiamo fare. Ridono a crepapelle della nostra situazione politica e non capiscono perché andiamo ancora a votare sempre le stesse persone che si spacciano per politici. Qui il politico (parlo del locale, non del federale) deve portare dei risultati a fine mandato, altrimenti restituisce tutti i soldi ricevuti ed inoltre paga un risarcimento per danno alla comunità. Le lobbies esistono e creano lavoro nella comunità, arricchendosi e facendo arricchire tutti senza rubare troppo (un po’ come succedeva da noi con cooperative primordiali, non con quelle odierne). Va detto anche che i lavoratori non sono tutelati come da noi e si potrebbe semplicemente licenziare dall’oggi al domani senza nessun preavviso, buona uscita, tfr e senza sindacato che tenga. Questo perché il lavoro lo trovi più facilmente, ne puoi fare quanti ne vuoi insieme, pagando una sovrattassa, e perchè non c'è il concetto di assistenzialismo che è il vero male della nostra società.

 Ci sono possibilità per i giovani che vorrebbero andar via dall’Italia?

L’America è in assoluto il paese delle opportunità (Land of opportunity, la seconda frase nel loro vocabolario). Qui è facile trovare un lavoro di qualsiasi tipo (parlo della zona dove sono io). Nella fattispecie questa regione è agricola e, cosa strana, produttrice di vino, molto acquistato perchè non importato (di italiano c’è il Chianti e poche altre varietà), ortaggi di vario tipo, coltivati in distese enormi con macchinari giganteschi ed all'avanguardia.

Il concetto di agriturismo è diffusissimo, stimato e quindi un investimento del genere potrebbe andare benissimo. Credo proprio che le nostre capacità agricole qui potrebbero valere molto. Inoltre vi sono le sedi delle grandi multinazionali del tabacco, Camel e Richmond. 

Inoltre un campo di circa 13 acri (circa 50.000 mq) incolto o con foresta costa circa 20.000 $ = 15.000 euro o poco più.
Tutti i lavori manuali sono ben accetti e si riuscirebbe a guadagnare molto facendo l'idraulico o il muratore (anche da noi). Ovviamente senza la conoscenza della lingua non c’è molta fortuna...

Cosa ti manca di più?

La mia famiglia, mia moglie, mia figlia e la mia quotidianità fatta di piccole cose. Le tecnologie moderne (Tango, Skype, ecc...) aiutano su smartphone a tenermi in contatto con loro.

Per il resto sono autonomo: faccio la spesa e cucino. E’ un modo per non lasciare le vecchie abitudini ed anche perché se vado a mangiare tre volte al giorno al ristorante, l'aereo troverà difficoltà nel decollo al rientro. Per il cibo si fa l’abitudine e si trova di tutto (ieri ho cucinato orecchiette con le cime di rapa freschissime). Unici nei sono il pesce, insapore o di fiume, e la pizza (sarò spesso da Michele Focaccia una volta a casa - salutamelo).

E’ ovvio che il paese e gli affetti mi mancano, ma è da tempo che sono fuori Toritto (circa 12 anni). Inoltre l'azienda è di Santeramo, quindi su 40 colleghi, 7 risiedono nei paesi limitrofi e ti fanno sentire veramente a casa (l'unico con dialetto torittese sono io e gli americani, ai quali ho ironicamente spiegato che il capoluogo della provincia è Toritto, non riescono a capirlo).

Comunque questo aiuta molto e fa sentire meno la lontananza.
Da buon torittese ho molti parenti a New York e in tutti gli U.S.A. che ogni tanto vado a trovare anche perchè viaggio ogni settimana. Curiosità: il torittese più vicino, che saluto, è Enzo Monno che si trova a Kingsport (stato confinante del Tennessee).

Quando ti rivedremo a Toritto?

Rientro il 7 luglio e poi...non so. Visto il periodo estivo credo che mi vedrete più a Quasano che a Toritto. Per la cronaca, qui sembra un immenso Quasano, con moltissimo verde e ville.

I palazzi non esistono e per vederne uno devi andare in città, a Grensboro o Winson - Salem (a 25 km) oppure nella bellissima Charlotte.
Vi lascio con una frase di Darwin che mi ripeto ogni mattina per darmi forza, coraggio e che vorrei sia la molla che faccia scattare ogni ragazzo: “Is not the strongest of the species that survive, not the most intelligent, but the one most responsive to change”  = non è la più forte delle specie che sopravvive, non la più intelligente ma quella che più si adatta al cambiamento! Ciao Toritto. Un abbraccio da Giampiero.

 

Se hai una storia da raccontare scrivi a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
 
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(a cura di Gianluca Nicolardi)

 

 

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Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Giugno 2013 07:32
 

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