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Home Gli artisti del futuro VITA CLARA PICCININNO, GIOVANE PROMESSA TORITTESE DEL MONDO ARTISTICO

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VITA CLARA PICCININNO, GIOVANE PROMESSA TORITTESE DEL MONDO ARTISTICO

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Scritto da Angela Casamassima    Martedì 17 Gennaio 2012 13:34

 

In merito alla serata benefica a sostegno dei malati di SLA, tenutasi al Policlinico di Bari, si è esibita con gran successo la cantante Torittese Vita Clara Piccininno. Antonio Peragine, giornalista de" Corriere di Puglia e Lucania nel Mondo" le ha dedicato una notevole intervista, che torittonline.it con piacere ripropone ai suoi lettori...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
In merito alla serata benefica a sostegno dei malati di SLA, tenutasi al Policlinico di Bari, si è esibita con gran successo la cantante Torittese Vita Clara Piccininno. Antonio Peragine, giornalista de" Corriere di Puglia e Lucania nel Mondo" le ha dedicato una notevole intervista, che torittonline.it con piacere ripropone ai suoi lettori.
 
E’ nostro intendimento valorizzare le giovane promesse del mondo artistico.
 
  Come ha iniziato lo studio del canto lirico, ci racconti brevemente i suoi inizi.
 
1-Sin da piccola mi sono avvicinata al mondo della musica, in particolare al genere classico. Ho iniziato a cantare all’età di 5 anni in un coro amatoriale della Parrocchia, successivamente mi sono dedicata allo studio del pianoforte e dell’oboe. Crescendo però,ho scoperto di essere sempre più attratta dal canto e di avere una “voce particolare”. Decisi di sfruttare al meglio questa dote e di prepararmi per l’esame di ammissione in conservatorio nella classe di canto lirico. A 22 anni, nel 2010, dopo anni di studio e sacrifici, ho raggiunto il mio primo traguardo, il diploma di canto.
 
2-      Quindi cantanti non si diventa, è necessario possedere solo una bella voce per esserlo?
 
-Lo si diventa con tanto studio,pazienza e volontà. Non basta la voce per essere un professionista del canto. Inoltre, un bravo cantante non deve necessariamente saper cantare tutto ma, al contrario, deve avere la capacità di saper scegliere il repertorio in base alla propria vocalità.
 
3-      Ha una stella del canto lirico a cui fa riferimento?
 
-Quando parliamo di Cantante, il primo nome che mi viene in mente è la grande anzi “Divina”, come fu appunto soprannominata, Maria Callas. Il colore, l’estensione, l’intensità della sua voce hanno conquistato tutti. Inoltre, lei era una vera e propria attrice in palcoscenico, riusciva a rendere perfettamente credibili i personaggi che ha interpretato. Ed è esattamente quello che un buon cantante dovrebbe fare.
 
4-      Cosa prova prima di un concerto?
 
-Quello che si prova un attimo prima, è un misto di sensazioni ed emozioni. Sicuramente la preoccupazione non manca, però, quando salgo sul palcoscenico, tutto passa e inizia finalmente la musica.
 
5-      Nella sua famiglia ci sono altri cantanti o musicisti?
 
-No, sono l’unica ad aver intrapreso questa strada. Però, i miei genitori sono grandi appassionati di musica.
 
6-      Quindi non ha avuto problemi nell’intraprendere questa carriera?
 
-No, la mia famiglia mi è molto vicina, mi sostiene e mi spinge in questo lungo e faticoso cammino. Senza i loro sacrifici, non riuscirei ad affrontare tutto questo. A tal proposito, colgo l’occasione per ringraziarli ancora una volta.
 
7-      Lei è anche laureata in “Educazione Professionale”, cosa preferirebbe fare, la cantante o l’educatrice?
 
-Al momento mi sto dedicando ad entrambe le cose. Sono due ruoli che mi appassionano molto ma richiedono studio, tempo, lavoro, ecc…, quindi se si vuole puntare in alto e intraprendere una vera e propria carriera, prima o poi, dovrò affrontare una scelta. Senza alcun dubbio, cantare è ciò che ho sempre desiderato fare e che mi fa sentire al settimo cielo.
 
8-      Cosa si augura per il suo futuro professionale?
 
-Debuttare in grandi teatri interpretando le più note figure femminili dell’opera lirica, Tosca, Suor Angelica, Leonora, Norma,…
 
9-      Secondo lei, perché l’opera non è molto apprezzata in Italia e, in particolar modo, dai giovani?
 
-Purtroppo, l’attenzione rivolta a questo genere musicale diminuisce sempre di più. Ormai nell’immaginario comune si pensa che sia un genere “antico”, per una fascia ristretta di pubblico. La situazione finanziaria certamente non aiuta, i teatri sono quasi sempre in crisi e non si diffonde così, la cultura dell’opera lirica, proprio nel Paese in cui essa è nata.
 
10- Quindi cosa possiamo fare per diffondere la cultura dell’opera lirica?
 
-Bisognerebbe fare più formazione, avvicinare i giovani sin dalla scuola elementare.
Un altro contributo fondamentale può pervenire anche dai mass media, i quali assumono un ruolo importante nella società di oggi.
 
 
 
 
 

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